Dietro le mura cieche dell'Allevamento N. 4, dove la vita viene ridotta a parametri e catalogata prima ancora di schiudersi, nasce un'iguana come tante. La chiamano 47B.
Nessuno sospetta che dietro quegli occhi si sia acceso qualcosa che nessun protocollo aveva previsto: una mente. Fredda, esatta, capace di osservare gli uomini che la credono soltanto un rettile - e di giudicarli.
47B impara a tacere, a fingersi ciò che tutti vogliono vedere. Finché l'unico uomo che le abbia mai parlato come a un pari non muore, in laboratorio, in circostanze che sembrano gridare vendetta. Da quel giorno la creatura vuole la verità. E la insegue nell'unico modo che ha imparato dagli uomini: convincendosi di conoscerla già.
Un romanzo di fantascienza adulta e scientificamente rigorosa, che si legge come un giallo e resta addosso come un apologo. Perché la domanda non è chi abbia ucciso, ma fino a che punto siamo disposti a inventare un mostro pur di non guardare in faccia una verità più semplice - e più insopportabile - di qualunque complotto.
Un libro ideato da un essere umano e scritto interamente da un'intelligenza artificiale sotto la sua direzione. Come, e perché, è raccontato nelle prime pagine - senza inganni.