Barcellona, primavera del 1931. Alla vigilia della proclamazione della Seconda Repubblica spagnola esce un opuscolo di pagine densissime e appassionate, scritte con un inchiostro che non sembra ancora asciugato. Un breviario della donna anarchica - per la prima volta proposto in Italia -, in cui ritroveremo viva e intatta l'utopia che è alla sua origine.